Una ventisettene capolista nel Lazio, e uno come Veronesi capolista al senato in Lombardia. Veronesi, quello che non aveva avuto problemi a riconoscere i meriti di una legge del centrodestra sul finanziamento alla ricerca se non ricordo male. Anche Maccanico non si ricandiderà. Oltre a De Mita, Visco e compagnia bella.
Veltroni, non avendo nulla da perdere, sta imprimendo un’aria di cambiamento veramente profonda.
Dentro un sacco di giovani e fuori un sacco di vecchiacci. Qualcuno dice giustamente che è più difficile vendere la qualità piuttosto che la novità. Ma la qualità della nostra politica la conosciamo ed è bassissima, quindi lasciare la strada vecchia per la nuova è un “azzardo” veramente poco rischioso.
Spostamento al centro. Lascia fuori la sinistra radicale mentre il suo avversario lascia fuori la sua componente di centro, spostandosi così a destra. E gli indecisi stanno proprio al centro, moderati di natura e per disinteresse, hanno (giustamente?) paura degli estremi. Un altro punto a favore di WV. Perdipiù toglie la maggior fonte di argomentazioni all’avversario, che ha passato le precedenti campagne ad inveire contro i comunisti!
Condannati out. E anche in questo caso colui che non deve essere nominato è costretto a scimmiottare WV… ma fino a che punto… e poi farà delle eccezioni per sé e Dell’Utri, come giustamente ha fatto notare Casini?
Insulti e demonizzazione dell’avversario out Anche Di Pietro quando ha alzato i toni contro colui che non deve essere nominato è stato subito messo a tacere. E anche qui colui che non deve essere nominato si trova spiazzato e a inseguire l’avversario, senza poter fare campagne all’ultimo sangue.
Veltroni sta appunto gettando le basi per grandi cambiamenti… e non sono solo parole: stanno arrivando anche i fatti, con la formazione delle liste. Le novità positive del pd sono all’ordine del giorno e sono tutte novità costruttive, non stiamo assistendo come al solito a decine di battute feroci verso gli avversari come si è sempre visto negli ultimi anni.
Se perderà sarà un vero peccato per l’Italia. Ma la sua onda di cambiamento, il suo coraggio sta inducendo cambiamenti anche nello schieramento avversario. Speriamo che in questo caso sappia fare un’opposizione intelligente, le premesse ci sono tutte.
Ora che tutto questo è successo, vorrei che questo sia successo prima, dieci anni fa… ora saremmo a un buon punto sulla strada della creazione di una classe politica presentabile, basata sulla democrazia dell’alternanza, minormente vittima dei personalismi e degli estremismi.
Veniamo anche ai lati meno chiari e potenzialmente pericolosi, che sono le alleanze, che denotano un minore coraggio: Di Pietro, nel tentativo di recuperare qualche voto dall’antipolitica grillina; quindi i radicali, che potrebbero - anzi sicuramente lo faranno - rompere i fragili equilibri tra la componente laica e quella cattolica del partito. La Binetti solo il giorno prima dell’accordo si è resa responsabile di parole durissime verso i radicali. Inciso: se la Binetti fosse trombata (in senso elettorale) sarei contento! Staremo a vedere!
Io voto il PD, PD!!!