Riflessione sull’impatto delle riserve energetiche sull’economia
Questo è un commento che volevo fare sul blog del Gruppo libertario Spartaco; ho dovuto scrivere qui per mancanza di spazio (commento troppo lungo)
Ciao sono Marco, nell’incontro di ieri sera ho fatto l’intervento riguardante le risorse di petrolio rimanenti sul pianeta. Quanto scrivo è piuttosto lunghetto e intriso di temi che meritano ciascuno una riflessione e anche qualche calcolo, quindi vi avverto in anticipo.
Vorrei precisare che non è vero che i geologi reputano come stupidaggini le teorie economiche sulle riserve di petrolio.
La cosa deve essere scissa in due parti. I geologi devono dirci quanto petrolio c’è ora, gli economisti possono fare stime su quale sarà l’andamento dell’utilizzo per unità di tempo della risorsa.
L’US geological Survey ha stimato che nel 2000 le riserve erano di 3300 miliardi di barili di petrolio, di cui circa 700 miliardi in risorse che si stimava sarebbero state trovate in base alla ricorrenza statistica dei nuovi giacimenti trovati nel corso degli anni.
Si noti che ho preso il valore più alto tra i vari studi geologici effettuati.
La parte più difficile è stimare in quanto tempo verrà utilizzata questa risorsa.
Al ritmo di 82 milioni di barili al giorno degli ultimi anni, le risorse si sono ridotte, dal 2000: ora da 3300 miliardi, dopo quasi 10 anni, siamo a 3000 miliardi.
Di questo passo esauriremo la risorsa in 100 anni.
Ma appunto, la stima effettuata dall’US geological survey è la più ottimistica delle stime: le altre sono tutte molto più contenute: 80, 60, 40, addirittura venti. Basta fare un po’ di ricerca. (Mi fa un po’ ridere perchè alla fine sembra il vecchio gioco del numero di partecipanti ad una manifestazione. Credere ai manifestanti o alla questura? Ebbene, non si sa, però grosso modo la ‘forbice’ è questa).
Si deve però tenere conto di una cosa: i giacimenti finora sfruttati garantivano un alto ritorno in termini di EROEI (ritorno energetico sull’investimento energetico); le risorse rimaste saranno invece sempre meno convenienti da estrarre, e alcuni giacimenti sono invece così piccoli e poco convenienti che non verranno utilizzati per nulla.
Il risultato probabile è che il prezzo del petrolio ritornerà ben presto molto alto e rimarrà tale.
Se questa tesi è vera (e ho detto se), ci troveremo con dei costi dell’energia decisamente alti, che sconvolgeranno l’economia reale. L’economia, che ha funzionato finora (dall’avvento del petrolio in poi) sulla base appunto di una disponibilità di energia a basso costo, subirà cambiamenti radicali.
E’ vero, come ha detto Giulio, che se proprio sarà così, passeremo a qualcos’altro; ma questo passaggio sarà tutt’altro che indolore (e secondo me sarà alla base della profonda crisi economica dei prossimi anni).
Sarà tutt’altro che indolore perchè per il passaggio serviranno investimenti di proporzioni inimmaginabili, siano essi concentrati sul nucleare o sulle energie rinnovabili.
Molto velocemente: non sono informato sulle scorte di uranio (le scorte convenzionali sono molto limitate, 20 anni, ma il ricorso a tecnologie non ancora inventate (!) darebbe energia praticamente illimitata), mentre le energie rinnovabili sono tecnicamente sufficienti dal momento che il consumo mondiale attuale di energia in ogni sua forma è di 15TW e l’energia fornita dal sole è di 86000 TW ( http://en.wikipedia.org/wiki/World_energy_consumption ).
Ma appunto, per lo sfruttamento di entrambe queste fonti, serviranno investimenti che l’umanità al momento non è in grado di affrontare. I grandi capitalisti non possono permettersi (neppure loro) un ritorno di investimento incerto e lungo, dell’ordine di qualche decina di anni. Ai governi, invece, mancano le forze dal punto di vista economico ma anche la necessaria lungimiranza.
Ieri sera sono stato etichettato come fautore della teoria della decrescita. Ebbene, io non sapevo cosa fosse la teoria della decrescita e mi sono documentato con wikipedia ( http://it.wikipedia.org/wiki/Decrescita ) e ho scoperto di condividere molti degli assunti descritti nella pagina, assunti a cui sono arrivato per conto mio (quindi l’etichettatura era abbastanza corretta, a mia insaputa!). A quanto pare però questa teoria non ha molte proposte sul da farsi… Forse perchè non ci sono soluzioni, oppure le soluzioni sarebbero talmente dolorose da non poter essere adottate, nemmeno con metodi più o meno coercitivi.
Secondo me, per la natura stessa della nostra società (che ricorda il modello di sviluppo di un parassita) andremo avanti in maniera completamente miope fino a quando sbatteremo violentemente contro un muro, il famoso shock di cui parlava Sauro, ma di un’entità tale da mettere a rischio l’intera nostra civiltà.
Pertanto spero di sbagliarmi e di essere diventato, senza rendermene conto, uno di quei paranoici complottisti e creduloni in genere che ho sempre disprezzato. Ringrazio chi ha avuto la forza di arrivare fin qui a leggere e spero di aver stimolato un’ulteriore riflessione sull’argomento e magari la voglia di documentarsi in maniera indipendente sui dati che ho riportato.